L’armata dei pompieri

Genesi, evoluzione ed epilogo del piano di invasione di Malta

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Lei non mi fa paura
E perché dovrei?
Infatti, non c’è motivo… per l’uniforme, immagino: molte persone hanno paura, paura dei pompieri.”

In un rapido scambio di battute fra la giovane Clarisse e il graduato Montag c’è tutta la geniale perfidia con cui Ray Bradbury, magistralmente portato sullo schermo da Francois Truffaut, in Fahrenheit 451 ha rovesciato il ruolo del vigile del fuoco: un vero e proprio colpo a tradimento, che lascia quell’amarezza ben nota a chi, privato di una certezza, si sente smarrito.

Se c’è una figura pubblicamente percepita come positiva è quella del pompiere, dall’epopea dei FDNY nelle Torri Gemelle alle avventure del draghetto Grisù; persino il manicheismo dell’opinione pubblica italiana, che di fronte a una divisa si traduce o in adorazione feticistica o in livore idrofobico, si placa in presenza dei vigili del fuoco, militari senza armi, soccorritori in uniforme. “Quando arriviamo noi la gente applaude” mi raccontava anni fa un amico che aveva svolto il servizio di leva proprio in questo Corpo.

Eppure c’è stato un tempo in cui anche una figura ben voluta da tutti come questa ha seriamente rischiato di essere associata a tutt’altro. Almeno una volta, almeno in Italia…

Testo integrale sul Wall Street International